Caterina Caloni: le mie vendite più significative


Caterina Caloni: le mie vendite più significative

Qui Agenti Lug 02, 2020 No Comments
Come avrai già letto, dallo scorso inverno il team Great Estate può contare su nuovi consulenti immobiliari, tra i quali Caterina Caloni. Dopo averci parlato un po’ di se e delle motivazioni che l’hanno spinta ad entrare in G.E., oggi Caterina ci racconta quelle vendite, concluse prima del suo ingresso nel nostro gruppo che, sotto vari aspetti, sono state per lei più interessanti

Il grazioso appartamento nel centro storico di Cortona

Come ho già detto in una delle mie precedenti interviste, prima di iniziare la mia collaborazione con Great Estate, lavoravo con un’altra agenzia che, tra le altre, aveva una sede anche a Cortona.
Mi ricordo che nel marzo del 2019, proprio mentre stavo lavorando in agenzia a Cortona, entrò in ufficio un personaggio alquanto particolare: un americano di Seattle di origine norvegese. Aveva in mano un piccolo block-notes con qualche appunto. Esordì dicendo che aveva a disposizione 400.000 euro e che avrebbe voluto comperare subito un appartamento per trasferirsi in Italia. Dopo avergli fatto vedere quel poco che c’era nel sito, ho cercato di attivare la mia memoria: infatti, avevo sentito qualche voce in giro su alcune proprietà in vendita. Il giorno dopo è tornato con la moglie e abbiamo visitato 4 appartamenti. Sembravano entusiasti di Cortona, ma non particolarmente convinti.

A un certo punto mi sono ricordata che ad un bar di Cortona che frequentavo, qualche mese prima avevo incontrato un signore, proprietario di un B&B, il quale mi confidò la sua intenzione di vendere l’appartamento del figlio. Non conoscevo neanche il nome di questo Signore ma, risalendo alla sua attività, trovai il numero di telefono e lo chiamai prospettandogli la possibilità di poter vendere la sua proprietà. Non l’avevo mai vista di persona ma, dalla descrizione che me ne aveva fatto il proprietario, ero convinta che potesse rispondere alle esigenze del mio “strano” cliente che era lì con me.

Siamo andati a vedere l’appartamento: un cielo-terra in zona centrale, allo stesso tempo molto comodo. Paul e Zoe si sono subito innamorati ed hanno deciso di comperarlo. Il prezzo richiesto era 320.000 euro, il proprietario ha detto che lo avrebbe venduto per 290.000 pur di disfarsene. Paul ha risposto che quella cifra non sarebbe stato giusta, e che avrebbe dovuto accettare almeno 300.000 euro.
Una settimana dopo è stata presentata l’offerta, naturalmente accettata.

Paul e Zoe ora vivono stabilmente a Cortona dal settembre scorso. Siamo diventati amici, mi informano costantemente sullo stato di salute dei loro gatti e mi mandano le loro foto. Non vorrei essere inappropriata nel definire la vendita particolarmente “fortunata”: ritengo che, in questo caso specifico, siano stati fondamentali l’intuito e l’empatia.

Il casale nelle campagne di Castiglione Del lago

Un’altra vendita che ricordo con particolare emozione si è concretizzata nella primavera dello scorso anno.
Un cliente belga mandava richieste a ripetizione dal sito dell’agenzia con cui precedentemente ho collaborato, alle quali io sempre risposto tempestivamente, fornendo i dettagli di ogni struttura di suo interesse.

Dopo un paio di settimane, questo cliente mi confermò che sarebbe venuto in Italia e che aveva selezionato 3 proprietà da visitare in una giornata.

Nel giorno stabilito, iniziammo i nostri sopralluoghi con quello di un bel casale nei dintorni di Castiglione del Lago, di proprietà di una coppia inglese costretta a venderlo dopo 30 anni, poiché il marito era affetto da una patologia che presto lo avrebbe reso non autonomo.

Durante la visita ho colto nella moglie, Alison, un’immensa tristezza e preoccupazione: la persona che aveva condiviso con lei la vita e l’aveva sostenuta, a breve avrebbe avuto la necessità di tutto il suo aiuto. Inoltre, questa situazione li “obbligava” a dover lasciare il loro adorato casale, che conoscevano e amavano in ogni suo dettaglio, riferendosi allo stesso nell’identico modo in cui lo si fa con un figlio.

Credo che Patrik e Olivia, gli acquirenti, oltre ad essere rimasti subito colpiti dal contesto in cui si trova il casale, abbiano colto da subito la delicatezza e l’umanità di questa situazione.

Dopo il secondo sopralluogo, riguardante un’altra struttura situata a Tavernelle, i clienti mi chiesero di fermarci in un bar per parlare un po’: volevano che io fornissi loro tutte le informazioni sul processo di vendita e, proprio con questo intento, mi chiesero un appuntamento in ufficio per il giorno dopo, rinunciando alla visita del terzo casale.
E così fu.

Durante l’appuntamento i clienti manifestarono la volontà di presentare un’offerta per il casale di Alison ed incontrarla di nuovo.
Tornati al casale, Alison capì subito che era arrivato il momento che, in un certo senso, temeva particolarmente: non poteva dire di no alla vendita, anche se in cuor suo avrebbe voluto farlo.

Nelle settimane successive alla presentazione della proposta di acquisto, Alison scrisse decine di e-mail per descrivere, con grande precisione ed attenzione, cosa avrebbe significato “vivere nel suo casale”: quali mobili voleva lasciare, cambiando idea ogni giorno, i dettagli dei vari contratti di utenze e, soprattutto, il meraviglioso rapporto con i vicini, rapporto che lasciava in eredità agli acquirenti come fosse un bene prezioso. Dai messaggi potevo intuire che ognuno di essi fosse accompagnato da una lacrima …

Infine, arrivò il giorno del rogito di compravendita: tutto fu “consegnato” e, proprio lo stesso giorno, la tenera e dolce coppia inglese prese un volo per Londra, dove vive tuttora affrontando le difficoltà della malattia, ripensando, forse, a quella straordinaria tranquillità di cui avevano potuto godere durante gli ultimi 30 anni trascorsi in Umbria.

Lo splendido casale in Val D’Orcia

Durante il giugno 2019, i titolari della struttura con cui collaboravo mi chiesero se volessi cimentarmi in una prova complicata: accompagnare ai sopralluoghi una coppia di clienti un po’ “difficile” che, precedentemente, aveva avuto uno scontro con l’agenzia. Questa volta, la loro richiesta di visitare alcuni casali era arrivata attraverso un’agenzia intermediaria:
ho quindi successivamente capito che, non conoscendomi, non sospettavano affatto che io rappresentassi proprio quell’agenzia con la quale avevano avuto quello screzio.

Erano almeno due anni che la coppia stava cercando una proprietà in varie zone della Toscana, ed in quel momento avevano scelto Cortona. Abbiamo svolto la prima visita presso un casale immerso in un contesto paesaggistico incredibile, ma il cui stile architettonico non piacque ai clienti, anche se nell’immediato sembrava che Monika fosse interessata. I proprietari, con i quali avevo stretto amicizia, in quell’occasione furono dei perfetti padroni di casa: ci offrirono dell’ottimo vino nell’ambito di una conversazione molto piacevole.

Ricordo che io avvisai gli acquirenti che la seconda casa da visitare, pur essendo nel comune di Cortona, era particolarmente scomoda da raggiungere (probabilmente avrebbero dovuto rendersene conto dalle coordinate che gli avevo anticipatamente fornito).
Nonostante ciò, sottovalutarono 30 intensi minuti di curve e, all’arrivo al casale, questo handicap si rivelò assolutamente deleterio e determinante: quel casale fu quindi cassato!

Nei giorni successivi invitai i clienti in ufficio per parlare un po’ e cercare di capire cosa cercassero effettivamente: Monika mi disse che volevano un casale con l’atmosfera e lo stile di quello dove alloggiavano, facendomi vedere una foto di quest’ultimo. E fu in quell’esatto momento che, come si suo dire, nella mia mente si accese una lampadina!

Quello stile che i clienti stavano cercando era esattamente quello di un casale situato nella splendida Val d’Orcia, di proprietà di una signora norvegese. Una proprietà, tra l’altro, non inserita nel sito dell’agenzia, sovrastimata e al di sopra del loro budget.
Tuttavia, alla fine questi elementi non hanno avuto importanza. Infatti, i clienti si innamorarono del casale e della sua location: era quello che cercavano e lo comprarono. Monika ha potuto così “acquistare” il suo sogno!

Il piccolo casale a Lisciano Niccone

L‘ultima mia vendita che voglio “raccontare” è stata quella meno remunerativa dal punto di vista economico e che ho concluso per il tramite di un’altra agenzia.

Il casaletto che ne fu oggetto, che ormai conoscevo a memoria visto che ci avevo accompagnato molti clienti, si trovava a Lisciano Niccone: un immobile davvero particolare in quanto, essendo ricoperto da molte piante di vite americana, cambiava colore a seconda delle stagioni.

La sua proprietaria era una signora tedesca, Ann, che, come tanti altri suoi connazionali. negli anni ’70 e ’80 acquistò una proprietà nelle zone collinari intorno al lago Trasimeno.

I tedeschi di quell’epoca erano ancora più frugali di quelli di oggi, e vivere in case a dir poco “spartane” era per loro una consuetudine. Tuttavia, le generazioni successive non disdegnarono almeno un bagno in più, piuttosto che una cucina funzionale e uno stile più moderno ma, non volendo investire troppo, preferirono vendere queste case lasciandole in una condizione un pochino “fatiscente”.

Tornando al casaletto di Ann, è stato acquistato la scorsa estate da una giovane coppia del Missouri. Gli acquirenti non vi ci sono trasferiti immediatamente, ma hanno in progetto di rendere la loro nuova casa, un poco alla volta, più accogliente.

Anche questa è stata una vendita sui generis, per realizzare la quale abbiamo “bypassato” le procedure standard: infatti, le parti hanno optato per la stipula del solo rogito, con la procura degli acquirenti a favore dell’agenzia.
Tuttavia, a causa di un’informazione non corretta che era stata fornita dall’agenzia stessa agli acquirenti, e visto che i tempi di trasferimento del danaro dagli USA sono stati molto lunghi, abbiamo dovuto rimandare l’atto finale. Ovviamente, per poter rogitare era necessario che i fondi fossero depositati nel conto del notaio. Comunque sia, alla fine di gennaio tutto è andato bene.


Vorrei concludere con una breve riflessione.
Le vendite che ho raccontato sono state caratterizzate da alcuni fattori che potrei definire “favorevoli”:
mi sono interfacciata con clienti acquirenti e venditori molto disponibili, e sono riuscita a cogliere l’aspetto giusto su cui far leva, proprio come nel caso dei clienti che hanno comperato per un valore decisamente importante il casale in Val D’Orcia.

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Chiara Peppicelli

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