Imprenditore agricolo professionale: l’ottenimento della qualifica e delle agevolazioni previste dalla legge


Imprenditore agricolo professionale: l’ottenimento della qualifica e delle agevolazioni previste dalla legge

Leggi&Normative Apr 10, 2020 1 Comment
Dopo la prima, oggi ti presentiamo la seconda parte dello speciale in materia di I.A.P.: come acquisire la qualifica e quali sono le agevolazioni fiscali e finanziarie

Per acquisire la qualifica di I.A.P. e fruire così delle agevolazioni fiscali è necessario presentare la richiesta alla Regione di competenza. L’I.N.P.S. verificherà l’iscrizione alla gestione previdenziale, requisito anch’esso imprescindibile per accedere alle agevolazioni fiscali (anche se non per l’accesso alla qualifica di I.A.P.).

Vediamo quali sono le agevolazioni fiscali e finanziarie di cui può beneficiare lo I.A.P.

PICCOLA PROPRIETÀ CONTADINA

Lo I.A.P. può acquistare terreni ad uso agricolo pagando l’imposta catastale dell’1% e l’imposta di registro e ipotecaria in misura fissa. Inoltre, gli atti sono esenti dall’imposta di bollo e gli onorari notarili sono ridotti alla metà. Lo stesso soggetto deve però impegnarsi a coltivare direttamente i terreni così acquistati per almeno 5 anni: la loro cessione o l’interruzione della coltivazione prima che sia trascorso questo periodo comporta, infatti, la decadenza dal beneficio e la restituzione delle maggiori imposte.

L’Agenzia delle Entrate ha tuttavia individuato due ipotesi in cui non scatta la decadenza, poiché la finalità della norma, vale a dire l’agevolazione della formazione e dello sviluppo della proprietà coltivatrice, non viene meno:
a) in presenza di affitto del fondo acquistato a favore di una società agricola costituita dallo stesso I.A.P., il coniuge ed i parenti entro il terzo grado;
b) in caso di conferimento del fondo in una società agricola in accomandita semplice, della quale lo I.A.P. sia socio accomandatario e gli altri soci siano il coniuge ed un figlio.

IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

Lo I.A.P. è esente dal versamento dell’Imposta Municipale Propria sui terreni da lui posseduti e condotti, indipendentemente dalla loro ubicazione.

Ricordiamo che si considerano non fabbricabili i terreni posseduti e condotti da imprenditori agricoli professionali (o coltivatori diretti) iscritti nella gestione previdenziale agricola, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali.

In questa ipotesi, il terreno, pur essendo qualificato come edificabile, si considera agricolo e, di conseguenza, è assoggettato alle disposizioni previste per questi ultimi ai fini I.M.U. (quindi esenzione). L’agevolazione si applica anche per i terreni in comproprietà di più persone, ma condotti anche da un solo comproprietario in possesso dei requisiti di I.A.P. (o coltivatore diretto). In questo caso il terreno viene considerato agricolo per l’intera superficie; i proprietari in possesso della qualifica di coltivatore diretto o I.A.P. potranno godere della esenzione, gli altri, invece pagheranno l’I.M.U. con le regole ordinarie, ciascuno per la propria quota.

DIRITTO DI PRELAZIONE

Lo I.A.P. gode del diritto di prelazione con riferimento all’acquisto di terreni confinanti, a condizione che sul fondo per il quale intende esercitare la prelazione non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti o enfiteuti coltivatori diretti.

La prelazione è un diritto che, a parità di condizioni, attribuisce al titolare, ai fini della stipula di un contratto, una posizione di preferenza rispetto ad altri soggetti: godere di questo diritto significa “avere precedenza” nell’acquisto dei terreni confinanti rispetto ad altri soggetti che ne sono privi.

Il diritto di prelazione è, inoltre, soggetto ad una serie di vincoli tra cui l’obbligo di condurre il fondo confinante da almeno due anni.
Va evidenziato che il beneficio della prelazione è previsto soltanto per i terreni confinanti mentre non trova applicazione (a differenza di quanto accade per i soggetti in possesso della qualifica di Coltivatore Diretto) per i terreni che un I.A.P. coltiva direttamente in qualità di affittuario.

IMPOSTE DIRETTE

Per il triennio 2017 – 2019, gli I.A.P. iscritti nella previdenza (nonché i coltivatori diretti) non pagano l’I.R.P.E.F. sui redditi dei terreni da loro posseduti e condotti. L’agevolazione riguarda, per i proprietari conduttori sia il reddito dominicale che agrario, mentre si applica sul solo reddito agrario per coloro che conducono terreni in affitto.

Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate, l’esonero si applica anche ai soci delle società semplici, in possesso delle predette qualifiche ed in regola con la iscrizione alla previdenza agricola.

Esclusi invece i soci delle società in nome collettivo o società in accomandita semplice che hanno esercitato l’opzione per la tassazione catastale (articolo 1, comma 1093, legge n. 296 del 2006) in quanto il reddito, sebbene determinato in base alle risultanze catastali, continua ad avere natura di reddito di impresa. Ugualmente anche per le società a responsabilità limitata (anche se in possesso della qualifica di I.A.P.) in quanto la norma fa riferimento soltanto all’imposta sul reddito delle persone fisiche (I.R.P.E.F.) e non anche all’imposta sul reddito delle persone giuridiche (I.R.E.S.).

ALTRE

Gli I.A.P., infine, fruiscono anche di altre agevolazioni per l’accesso ai Piani di Sviluppo Rurale, per il pagamento degli oneri di urbanizzazione, nel versamento dei contributi nonché in caso di esproprio.



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Chiara Peppicelli

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