Umberto Masci: ho riscoperto la felicità di vivere in campagna, all’aria aperta


Umberto Masci: ho riscoperto la felicità di vivere in campagna, all’aria aperta

Clienti , Venditori Mag 19, 2020 No Comments
Oggi ti proponiamo con grande piacere l’intervista ad Umberto Masci, uno dei tanti clienti che hanno scelto Great Estate per vendere la loro proprietà. Ed è proprio nel suo casale di campagna in Toscana che Umberto ha deciso di trascorrere il lungo periodo di lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus: ci racconta le motivazioni di questa scelta e le sue riflessioni in merito
  • Buongiorno Umberto, raccontaci un po’ di te e della tua vita …

Buongiorno a voi tutti.
Sono un sessantaseienne che ha avuto un grande privilegio nella vita: quello di poter svolgere una delle professioni più interessanti ed affascinanti al mondo, l’assistente di volo c/o la nostra compagnia di bandiera: l’Alitalia.
E’ stato un lavoro bellissimo, a contatto con persone di tutte le nazionalità con i loro usi, costumi e tradizioni, alla scoperta di città e Paesi dove, dal 1982 (data della mia assunzione) ad oggi, c’è stato un cambiamento incredibile: con l’avvento della globalizzazione abbiamo assistito alla realizzazione di alti grattacieli e grandi metropoli, e tanti luoghi hanno perso parte del loro fascino del passato.

Ho sempre vissuto a contatto con il pubblico, che è stata linfa vitale per la mia vita. L’aereo è stato il mio palcoscenico, dove a volte interpretavo la comparsa o il protagonista, a seconda del ruolo che volevo impersonare.
Ringrazio Dio per quello che la vita mi ha dato.

A tal proposito, sono felicemente unito al mio compagno, Angelo, da ben 47 anni. Insieme, viviamo felicemente assieme alla nostra gattina Trilly e all’ultimo arrivato, Gigetto.

  • Sappiamo che la tua residenza abituale è a Roma e che possiedi un grazioso casale in Toscana, attualmente in vendita con il nostro gruppo. Come tutti ben sappiamo, da marzo le nostre abitudini di vita sono decisamente cambiate, ovviamente a causa della situazione emergenziale creatasi a seguito della diffusione del Coronavirus.
    A tal proposito, tu dove hai deciso di trascorrere il lungo periodo di lockdown?

Nel mio casale in campagna! Ho acquistato Podere Valloreci, nel Comune di Trequanda in provincia di Siena, nel 1995. Ai tempi era un semplice rudere: non c’erano acqua, luce, telefono, servizi. Insomma, era completamente da ristrutturare. Abbiamo impiegato due anni e mezzo per renderlo abitabile. Successivamente, nel corso del tempo abbiamo creato vari e particolari angoli nell’ambito della proprietà, oltre alla piscina. Adesso è il nostro rifugio che, durante questo periodo di lockdown, si è rilevato assolutamente provvidenziale.

Infatti, io ed Angelo viviamo a Roma, esattamente al Rione Monti nel centro della città. Quando è scoppiata l’emergenza Coronavirus ho detto ad Angelo di trasferirci in campagna, perché non mi piaceva la situazione che si stava respirando. Mai, e sottolineo mai, la mia decisione fu così provvidenziale:

sono oltre due mesi che viviamo in campagna, con la possibilità di sfruttare il giardino e il terreno che circonda il nostro casale. Ancora una volta in vita mia ho benedetto l’investimento effettuato anni fa: mi ha fatto capire l’importanza della terra e della vera qualità della vita, con la straordinaria possibilità di vivere all’aria aperta … una qualità della vita completamente diversa rispetto a quella che si può vivere abitando in città, in un appartamento, anche se confortevole.
Oltretutto, sono riuscito anche a lavorare restando a casa, con tutti gli amici che più volte hanno ribadito quanto io ed Angelo fossimo fortunati nel poter vivere in campagna e all’aperto.

  • Come pensi avresti passato il periodo di lockdown se fossi rimasto in una grande città, come lo è appunto Roma?

Sinceramente credo che sarei impazzito, perché puoi avere anche una bellissima casa, ma l’idea di vivere 24 ore su 24 chiuso in un appartamento è cosa ben diversa dal vivere in un casale in campagna.

  • Quindi, secondo te quali sono i plus del vivere in campagna in un momento come quello attuale? E se, con tutti gli scongiuri del caso, una situazione simile dovesse ripetersi, faresti ancora una volta la stessa scelta?

Secondo me questa pandemia sta facendo riscoprire l’importanza di vivere all’aria aperta, con tutti i benefici che ne conseguono, senza trascurare il lavoro che, in base alle categorie, si può e si potrà continuare a svolgere tranquillamente da casa.

Per tornare alla tua domanda, la mia risposta è molto semplice e decisa: in caso di emergenza, rifarei la scelta di trasferirmi in campagna senza pensarci due volte!

  • Durante questo periodo trascorso in Toscana, che cosa hai avuto il piacere di riscoprire insieme al tuo compagno Angelo?

La felicità di vivere in campagna all’aria aperta, apprezzando quello che la natura ci offre, con i suoi colori, profumi, e suoni: insomma … l’essenza della vita.
Il nostro casale si trova molto vicino a quella che, anni fa, è stata la location dell’indimenticabile film “Il Paziente Inglese”: il cuore della Val d’Orcia dove, durante l’estate si organizzano concerti, manifestazioni culturali ed eventi enogastronomici.

  • Quindi … un’esperienza che vi ha fatto seriamente riflettere sulla possibilità di trasferirvi in Toscana?

Stiamo valutando l’idea di lasciare Roma, perché … nulla sarà come prima. Senza dubbio, qui avremmo modo di vivere con un ritmo diverso, riscoprendo antichi valori e tornando alle cose terrene.
Proprio in risposta a questa tua domanda, c’è un importante aspetto che mi preme particolarmente sottolineare.
Durante questo periodo di emergenza Coronavirus trascorso in Toscana, ho particolarmente apprezzato come questa Regione ha affrontato il problema sotto l’aspetto dell’assistenza sanitaria. Infatti, io, così come tutti gli altri residenti in Toscana, per tutto il periodo relativo all’emergenza ho potuto beneficiare della distribuzione gratuita delle necessarie mascherine.

Non si tratta di un aspetto di poco conto ma, anzi, conferma ancora una volta come la Toscana sia una tra le prime regione italiane quanto ad efficienza e qualità del Servizio Sanitario.
Quindi … un motivo in più per viverci stabilmente!

  • E come pensate di fare con il lavoro? Non credete che questo trasferimento in campagna possa rappresentare un grande limite?

L’importante è organizzarsi! Personalmente, in questo periodo ho continuato a lavorare tramite video-conferenza, telefono ed e-mail: si può sopravvive a tutto.

  • L’emergenza Coronavirus ed il conseguente lockdown, hanno rappresentato per tutti noi un’occasione per prenderci o riprenderci del tempo e per riflettere su importanti valori e situazioni della nostra vita. Vorremmo concludere l’intervista rivolgendoti “la fatidica” domanda: quando tutto ciò sarà passato, come pensi si trasformerà il nostro modo di vivere e, secondo te, quale sarà il posto giusto, quello migliore in cui vivere?

Questi due lunghi mesi di quarantena sono stati utili ad ognuno di noi, facendoci riflettere e capire che la vita è una sola e che ci sono alcune cose che non hanno prezzo, come la fortuna di vivere in campagna, all’aria aperta, privilegiando il verde e la terra, e cambiando il proprio stile di vita e i rapporti umani.

Vorrei concludere con una riflessione molto personale: bisogna riconoscere che, quando Dio ha creato il mondo, con alcune zone è stato più generoso che con altre, e tra le prime c’è sicuramente “lei”: la Toscana!

Umberto Masci

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Chiara Peppicelli

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